Siamo pronti per il cloud! Ecco gli ingredienti fondamentali per fare del cloud un driver di crescita digitale

Si è da poco concluso l’Executive Lab di dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano di cui Sintra Consulting fa parte. Confrontarsi con grandi aziende e con i rappresentanti dell’Offerta è sempre un momento di crescita ed ispirazione.

In questo articolo voglio esprimere i miei pensieri sui trend che sono emersi nel workshop a cui ho partecipato.

Cosa è successo nel 2020?

Il contesto particolare che stiamo attraversando non ha frenato la crescita del cloud. In Italia il mercato del cloud ha raggiunto il volume di 3.34 Miliardi di euro; una crescita del 21% rispetto al dato consuntivo del 2019. Se ci limitiamo a considerare i dati relativi al solo Public & Hybrid cloud otteniamo percentuali ancora più significative: abbiamo infatti una crescita del 30% rispetto al mercato globale.

Siamo stati costretti a rispondere in maniera veloce ai cambiamenti del mercato. Pensiamo semplicemente a quante aziende, riluttanti a vendere sul web, si sono trovate costrette ad usare le vendite online come unico modo per vendere! E questo modo nuovo di muoverci ci ha spinti a ragionare diversamente, a dare più importanza al time to market rispetto ai costi di realizzazione, a privilegiare soluzioni efficaci e pronte all’uso. Questa tendenza è confermata dall’aumento dell’adozione di servizi SaaS che in questo momento sta comprendo il 50% del mercato cloud.

E’ inutile dire che in questo scenario, una volta sdoganato il cloud, questo venga utilizzato per molti progetti all’interno delle aziende. Oggi, infatti, il 43% dei nuovi progetti nasce già con un piede sul cloud e un’azienda su due sta già pensando a come integrare i servizi legacy per arrivare ad un modello ibrido facile da gestire.

Come ultimo dato importante abbiamo la devops. I numeri rendono evidente che sta arrivando nelle aziende: già il 48% lo adotta (contro il 36% dell’anno scorso) e il 13% lo utilizza come standard per tutti i progetti.

Quali sono i prossimi passi?

Ormai non lo possiamo più negare: siamo sul cloud. Indipendentemente dalla Industry o dalla dimensione, tutte le aziende hanno un qualche servizio cloud. Abbiamo già superato la fase dei progetti pilota e iniziato a capire quali vantaggi (e quali problemi) il cloud ci riserva.

Adesso è giunto il momento di iniziare a fare sul serio

Ovvero, occorre lavorare per rendere il cloud una componente sistemica e integrata dentro l’azienda. Non basta utilizzarlo per i nuovi progetti o per quelli sperimentali. C’è bisogno di accelerare, altrimenti spenderemo sempre più tempo trascinandosi la nostra data farm come un pesante fardello che impedisce la trasformazione. Vecchio e nuovo devono convivere senza conflitti. Proprio adesso che abbiamo maturato fiducia in questo strumento che fino a qualche anno fa vedevamo con superstizione occorre accelerare il processo di cloud migration. Non sarà un percorso in discesa, ma conosciamo le avversità ed abbiamo imparato a gestirle. 

I principali temi che che dovremo affrontare nel futuro immediato sono:

  • Governance
  • FinOps
  • Hybrid & Multi Cloud 
  • Cultura

Infatti, come abbiamo detto, per consolidare l’esperienza cloud nelle aziende è necessario diffondere la cultura giusta, che porti ad una Governance consapevole. Il cloud può dare velocità di esecuzione, qualità e garanzie di performance mai viste prima, ma va saputo dominare. Soprattutto sul fronte dei costi, lavorando prevalentemente  su costi variabili è fondamentale attuare politiche di FinOps volte a limitare gli sprechi ed attribuire le singole voci ai centri di costo. Inoltre, per gestire sistemi legacy e prevenire il vendor lock-in è opportuno attuare politiche di Hybrid & Multi Cloud.

Come sarà organizzato l’IT dell’azienda del futuro?

L’ascesa del cloud ci porta ad un cambiamento profondo nella strutturazione del reparto IT. L’introduzione di metodologie Agile e il numero sempre crescente di attività cross-funzionali vedono l’IT del futuro come un gruppo di lavoro sinergico che coinvolge tutta l’azienda nel processo di sviluppo software. Nella prossima immagine è rappresentato l’approccio olistico richiesto nella trasformazione digitale.

 

Figura 1: visione olistica dell’IT del futuro

 

Il diagramma mostra come il cloud, per funzionare, necessiti di una collaborazione tra business, architetture, reparto digital e il supporto dei sistemi legacy. Nell’IT del futuro il business deve essere al centro, incluso nel processo decisionale e attivo. Attraverso i suoi input si possono raggiungere risultati significativi per l’azienda e sostenibili nel tempo. La componente Digital, che è spesso il driver trainante per le innovazioni tecnologiche in ambito IT dovrà collaborare con la componente architetturale e strategica per trovare soluzioni alle sfide che si pone. Infine, il mondo legacy deve essere incluso e reso parte del processo di trasformazione. 

Questa combinazione di attori può funzionare solo con il giusto collante, ovvero quello delle soft skill, che permettono il dialogo e la definizione di un percorso comune. Inevitabilmente l’IT dovrà parlare un po’ di più il linguaggio del business e viceversa.

Conclusioni

Il 2020 è stato un anno imprevisto e imprevedibile che inevitabilmente ha portato con sé cambiamenti importanti. Si è registrata un’accelerazione nella digital transformation delle aziende  e gli obiettivi si stanno facendo sempre più impegnativi. Il cloud si è dimostrato un alleato importante, forse indispensabile, per riuscire a sostenere i cambiamenti nei tempi che ci sta chiedendo il mercato.

La componente tecnologica è necessaria, ma senza un’adeguata governance non riesce ad essere sfruttata al meglio. Si rendono necessari, quindi, cambiamenti culturali e organizzativi per accogliere il cloud nelle nostre aziende e renderlo parte di esse.

Il futuro è fatto di business e tecnologia, amalgamati dalla strategia in una visione olistica.

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