Tracciamenti Google Analytics: il modo migliore per cominciare a capire il comportamento dei tuoi utenti

Google Analytics ha già con sé tantissimi parametri messi a disposizione per fare molte valutazioni sul comportamento degli utenti all’interno di un sito web. La possibilità di capire la sorgente, il device, la località e la lingua dell’utente sono alcune delle diverse dimensioni messe a disposizione dallo strumento di analisi di Google. La cosa fantastica, però, è quella di poter raccogliere ancora più informazioni sul comportamento degli utenti per capire, di fatto, quali azioni egli esegue all’interno del nostro sito e, soprattutto, utilizzarle per interpretare l’andamento delle nostre campagne e attività di marketing digitale.

In questo post ti darò qualche esempio di alcuni degli eventi che non possono mancare all’interno del nostro GA per avere un’analisi di base sul comportamento degli utenti, sia per un sito di lead generation che per un sito e-commerce.

Monitoraggio degli ‘Eventi Generici’

L’utilizzo dei siti web dai dispositivi mobile, ovvero gli smartphone, è in continua crescita ed è un trend ormai inarrestabile. Proprio per questo ci sono 2 tipologie di eventi che non possono mancare all’interno del monitoraggio di qualsiasi sito web:

  • Clic Telefono: il tracciamento dei clic sui numeri di telefono presenti all’interno del nostro sito, adeguatamente impostati come una CTA (Call to Action) di chiamata, è importantissimo per capire quali sono le tipologie di utenti che interagiscono e hanno l’obiettivo di convertire. Per un sito di raccolta leads, il clic sul telefono può essere considerato anche come una lead acquisita, una volta che, per l’evoluzione dei telefoni registrata fino ad oggi, basta cliccare sul link del telefono e dallo smartphone siamo automaticamente rimandati alla schermata di chiamata pronti per eseguire la chiamata al numero desiderato.

 

  • Clic Email: così come il clic sul telefono, il clic sull’indirizzo email è un altro interessante parametro da tracciare all’interno del nostro sito, con la stessa funzionalità del telefono, basta cliccare sopra la mail desiderata e automaticamente l’utente è rimandato alla casella di posta con la mail preimpostata. Avere la possibilità di cliccare direttamente sulla mail visualizzata all’interno del sito può essere una scorciatoia per l’utente quando ha la necessità di entrare in contatto con l’azienda: invece di andare sulla pagina contatti e compilare il form, può cliccare direttamente sulla mail e inviare velocemente la sua richiesta.

 

Non basta solo la raccolta delle leads

I siti di lead generation sono la maggior parte dei siti su internet, vanno dai semplici erogatori di servizi delle piccole città fino ad arrivare alle grosse corporazioni di migliaia di euro, dietro entrambi i casi si costruiscono diverse strategie di digital marketing di cui dobbiamo avere traccia e costantemente monitorare il loro andamento per capire se stiamo andando nella direzione giusta.

Tracciare l’iscrizione alla newsletter

L’email marketing è una delle attività di digital marketing più conosciute ed è famosa per i suoi alti tassi di conversione, una volta che l’utente si iscrive alla newsletter entra in un nuovo mondo ed è sempre un passo più vicino alla conversione. Monitorare gli utenti che si sono iscritti alla newsletter diventa per noi fondamentale per segmentare la tipologia di utenti più adatta alla conversione di questo obiettivo secondario. 

La raccolta utenti per la costruzione di un database per eseguire l’attività di email marketing, può fare parte di una strategia di marketing più ampia dove in una prima parte l’idea è attrarre l’utente a iscriversi per poi in un secondo momento nutrirlo e conseguentemente arrivare alla conversione.

Tracciamento dei form contatto

Arriviamo al punto principale di un sito di lead generation, ovvero l’invio del form contatto, il momento in cui l’utente compila il form e fa una richiesta per un determinato servizio specifico, più informazioni oppure la brochure da scaricare. Ne abbiamo appena parlato, ma è comunque da sottolineare che capire la tipologia dell’utente che converte all’interno del nostro sito è fondamentale per capire se quello che stiamo facendo sta funzionando, ma non solo. 

Avere la possibilità di analizzare i dati relativi all’invio dei form all’interno del nostro sito è utile quando ci sono i form, però è ancora più importante per capire quando non ci sono, mi spiego meglio: immaginiamo che io abbia  un sito per il mio piccolo ristorante e al suo interno ho inserito un form contatto per la parte delle prenotazioni dove l’utente lascia il suo nome, numero telefono, data e numero di persone. Ho impostato il tracciamento per l’invio del form e quindi, analizzando i dati, vedo che le richieste che mi arrivano sono sempre la maggior parte dal dispositivo desktop, ovvero il pc fisso, però vedo anche che c’è qualche richiesta da dispositivi mobile ma con i tassi di conversione troppo bassi. Aspetta, ma non abbiamo appena detto che il mondo si sta dirigendo di più verso il mobile e gli smartphone? Quindi come mai nel mio sito ho un tasso di conversione così basso e il numero degli utenti che arrivano da mobile continuano a crescere? Esattamente… avendo la possibilità di unire il dato delle prenotazioni che arrivano e poterlo associare con i dati forniti in automatico da Google Analytics, in questo caso anche la risoluzione degli schermi degli utenti, ho scoperto che il mio form di prenotazione non si vede bene su determinate dimensioni degli smartphone e per questo gli utenti che arrivano alla pagina di prenotazione, anche se avessero la voglia di farlo, non riuscirebbero a compilare il form per la prenotazione perché questo è stilizzato male.

La piccola storia sopra fa riferimento ad un eventuale problema tecnico che possiamo avere tutti nei nostri siti e chiarifica come, avendo la possibilità di monitorare un evento del genere, riusciamo a capire cosa non funziona, anche in tempi brevi e senza dover aspettare che qualcuno ci dica che non vede il form dal suo telefono. La stessa valutazione vale anche per le campagne di marketing: riusciamo, tramite il controllo e monitoraggio degli eventi impostati, a capire quanto una campagna stia evolvendo in base alle altre e di conseguenza fare delle modifiche per migliorarle.

Gli eventi da monitorare in un sito e-commerce

Se ti stai chiedendo se su un sito e-commerce dobbiamo monitorare gli stessi eventi elencati prima in questo articolo, la risposta è sì! Assolutamente, però per gli e-commerce partiamo dalle basi: Le vendite.

Esatto, Google Analytics è un strumento strepitoso e, come già menzionato prima, in maniera automatica ci fornisce tantissime informazioni sul nostro sito e sui nostri utenti. Per quanto riguarda i siti e-commerce, però, c’è un piccolissimo passaggio in più che dobbiamo fare, ovvero, abilitare il monitoraggio per l’e-commerce.

Come abilitare l’e-commerce su Google Analytics

Possiamo farlo all’interno del pannello di Google Analytics accedendo al nostro account di Google Analytics dalla pagina Amministrazione > Vista > Impostazioni e-commerce e attivare l’e-commerce.

I principali e-commerce CMS attuali sono già preparati per questa tipologia di implementazione, quindi sarà molto intuitivo se utilizzi un CMS per il tuo sito e-commerce, sia Shopify, Magento, WooCommerce, Prestashop o altri. Una volta abilitata l’impostazione e-commerce automaticamente i dati delle vendite verranno tracciati.

Se ti stai interrogando, invece, sul rapporto e-commerce avanzato, sì, lo puoi abilitare. Ma lo  spiegheremo un altro post, dove parleremo di quali sono le principale funzionalità dell’e-commerce avanzato di Google Analytics e come si può sfruttare al massimo.

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